Cristiana Fiumara
addestratore cinofilo ENCI

addestratore cinofilo crisitana enci roma lazio

Chi sono

 

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Amore, passione, intesa. Queste le motivazioni che mi hanno spinta a lavorare con i cani. Sono nata e cresciuta con loro condividendo ogni minuto della mia vita. Ma solo dopo l’esperienza del volontariato in un rifugio di Roma, ho sentito la necessità di fare di più. Avere le basi e le competenze non solo per risolvere le problematiche comuni ai cani dei privati, ma anche per intervenire nei casi disperati. Situazioni in cui un cane rischia di rimanere recluso per il resto dei suoi giorni, quando invece un addestramento mirato può perfettamente reintegrarlo nella società umana. Il corso dell’ENCI – grazie alla competenza e professionalità di Stefania Ortenzi e Giorgio Genovesi – mi ha dato gli strumenti per realizzare il mio sogno. Aiutare cani ed esseri umani a trovare il modo corretto per comunicare, costruendo un rapporto di rispetto, di fiducia e quindi di Amore.

Addestratore ENCI Si definisce “addestratore cinofilo”, ai sensi del disciplinare degli addestratori cinofili e dei valutatori cinofili approvato con decreto del direttore generale del
ministero delle politiche agricole e forestali dell’8 marzo 2005, il tecnico
abilitato:a) ad educare i cani ed a prepararli al superamento delle verifiche zootecniche
previste dalle differenti prove di lavoro in modo da esaltarne le specifiche
qualità naturali a seconda dell’impiego e della loro affidabilità;
b) ad impartire insegnamenti aventi la finalità di favorire la convivenza tra
uomo e cane, l’inserimento del cane nella vita sociale, sviluppandone le
capacità di apprendimento ed indirizzandole verso l’impiego specifico di
ciascuna razza;
c) a migliorare la responsabilizzazione dei proprietari nella gestione dei loro
cani con insegnamenti finalizzati all’ottenimento di affidabilità, equilibrio e
docilità dei cani medesimi
Decreto del direttore generale del ministero delle politiche agricole e forestali
dell’8 marzo 2005
DISCIPLINARE DEGLI ADDESTRATORI CINOFILI e dei valutatori cinofili
È valutatore cinofilo l’esperto giudice abilitato a valutare, attraverso dei test comportamentali,
il controllo dell’affidabilità e dell’equilibrio psichico dei cani.
2. La qualifica di valutatore, in aggiunta a quanto previsto dall’art.6, comma 15, del disciplinare
del corpo degli esperti, può essere acquisita dall’esperto giudice, dopo aver frequentato un corso
specifico di qualificazione.
3. Il programma del corso, nonché i test a cui sottoporre il cane da valutare, sono definiti dalla
CTC.
4. La qualifica di valutatore acquisita nei modi previsti dal presente disciplinare, implica
l’iscrizione nell’albo dei valutatori, tenuto dall’ENCI, e sottoposto ad aggiornamenti periodici
1) L’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI) istituisce il Registro degli addestratori cinofili
nell’ambito delle attività connesse al Libro genealogico
1. All’addestratore cinofilo compete:
a) educare i cani e prepararli al superamento delle verifiche zootecniche previste dalle
differenti prove di lavoro in modo da esaltarne le specifiche qualità naturali a seconda
dell’impiego e della loro affidabilità;
b) impartire insegnamenti aventi la finalità di favorire la convivenza tra uomo e cane,
l’inserimento del cane nella vita sociale, sviluppandone le capacità di apprendimento e
indirizzandole verso l’impiego specifico di ciascuna razza;
c) migliorare la responsabilizzazione e la conoscenza verso l’animale cane in relazione a
affidabilità, equilibrio e docilità degli stessi.
2. L’iscrizione al Registro si acquisisce, su delibera del Consiglio Direttivo, dopo aver
frequentato un corso di formazione teorico-pratico, e superato, con esito favorevole, un
esame sulle materie del corso come da articolo 7
Per la formazione degli addestratori, l’ENCI si avvale di idonee strutture
operanti sul territorio, denominate Centri Formazione Riconosciuti ENCI (CFRE).
Tra queste, possono richiedere di svolgere attività di formazione degli
addestratori, secondo le disposizioni contenute nel presente disciplinare, i
gruppi cinofili e le associazione specializzate ENCI,
E’ istituito il Comitato Tecnico degli Addestratori, ai sensi dell’articolo 22 dello
Statuto Sociale ENCI, nominato dal Consiglio Direttivo e composto da un
membro del Consiglio Direttivo, due addestratori iscritti nel Registro degli
Addestratori, un medico veterinario, un rappresentante dei CFRE.
VIGILANZA Il Comitato Tecnico degli Addestratori ha il compito di coadiuvare il Consiglio Direttivo
nelle problematiche relative all’applicazione del presente disciplinare. Inoltre, per quanto
riguarda il comportamento degli addestratori nell’espletamento dei loro compiti, ove venga
a conoscenza di comportamenti ritenuti non confacenti, effettua una breve istruttoria
preliminare e, ove non ritenga di disporre l’archiviazione della pratica per manifesta
insussistenza dei fatti o pieno rispetto delle norme di riferimento, contesta l’addebito
all’interessato.
Il Consiglio Direttivo, su proposta del Comitato Tecnico degli Addestratori, può deliberare i
seguenti provvedimenti disciplinari:
a) richiamo;
b) censura;
c) sospensione fino a tre anni;
d) cancellazione dal registro degli addestratori.
CODICE DEONTOLOGICO ADDESTRATORI CINOFILI
1. L’addestratore deve esercitare la propria attività con la massima professionalità,
mantenendosi aggiornato sulle normative emanate dall’ENCI per quanto riguarda il suo lavoro
e le manifestazioni cinofile alle quali partecipa o intende partecipare.
2. L’addestratore deve utilizzare sistemi di educazione basati sul rinforzo positivo e del controllo
del cane.
3. l’addestratore deve munirsi di strutture ed attrezzature idonee ad assicurare un adeguato
trattamento igienico sanitario ai cani a lui affidati
4. L’addestratore non deve accettare più cani di quanti egli possa ragionevolmente addestrare, in
considerazione, anche, delle strutture e dei mezzi di cui dispone.
5. L’addestratore deve mantenere con i clienti corretto contegno, assecondandone i desideri e
mantenendoli al corrente dei metodi impiegati, dei progressi e dei risultati ottenuti.
6. L’addestratore deve prodigarsi, per quanto nelle sue possibilità, nel conseguimento dei risultati
compatibili con la natura del cane e della razza a cui lo stesso appartiene
7. L’addestratore deve astenersi dal commentare criticamente l’operato ed il contegno dei
colleghi, impegnandosi a rispettarne e comunque a non ostacolarne l’attività, anche nel corso
di manifestazioni cinofile.
8. L’addestratore deve impegnarsi al più assoluto rispetto delle norme che regolano le
manifestazioni cinofile, favorendo l’operato di organizzatori, concorrenti ed esperti giudici ed
evitando di commentare giudizi riguardanti sia cani da lui presentati che altri concorrenti e
attenersi alle eventuali indicazioni del Delegato ENCI.
9. L’addestratore non deve presentare soggetti a lui affidati in manifestazioni cinofile in cui
prestino attività di esperto giudice il proprietario dei cani suddetti, o famigliari, o conviventi del
proprietario
10. L’addestratore può essere anche esperto giudice a condizione che non si configurino
situazione di conflitto d’interesse.
Una condanna per reati in danno d’animali comporterà la radiazione dal
registro degli addestratori
Si definisce “valutatore cinofilo”, ai sensi del disciplinare suddetto
l’esperto abilitato a valutare, attraverso test comportamentali, il
controllo dell’affidabilità e dell’equilibrio psichico dei cani.
SECONDO IL BANDO DEL VS.CORSO DI PERFEZIONAMENTO
Si definisce “Educatore Cinofilo” colui/lei che è capace di operare con
privati e all’interno di strutture pubbliche e private in diversi ambiti:
Ambito pedagogico: interventi di tipo individuale e di gruppo (es: puppy
class) volti all’educazione del cane alla vita in famiglia ed alla sua conduzione in
contesti pubblici e sociali (Buon cittadino a 4 zampe, Pet Ownership);
Ambito dell’abilitazione: interventi specialistici in ambiti di intervento
circoscritti (Pet Partnership) quali, ad esempio, il soccorso e le attività assistite
con gli animali;
Ambito sportivo: elaborazione di progetti in ambito cinoagonistico;
Ambito consulenziale: elaborazione di interventi relativi a problemi di
comportamento e/o convivenza;
 Ambito della ricerca e della progettazione zooantropologica; elaborazione di
progetti in ambito Nazionale ed Europeo nei settori della zooantropologia, della
salute, della cooperazione.
Educatori Cinofili. consapevoli della dimensione culturale della professione
negli aspetti zooantropologici, etologici, etici e bioetici che la caratterizzano.
Obiettivo primario di tale attività è creare e consolidare una cultura, un
linguaggio e una capacità professionale univoci riguardo all.attività
dell.Educatore Cinofilo.
Le attività formative sono finalizzate all.acquisizione sia delle conoscenze
che delle abilità pratiche.
Il Corso intende fornire un.appropriata conoscenza e padronanza dei
fondamenti teorici, zooantropologici, cognitivi, comportamentali, etologici,
medico-sanitari, etici, metodologici che caratterizzano i diversi ambiti della
zooantropologia applicata alla relazione con il cane, in un.ottica
transdisciplinare attenta al rapporto con il cane, nella famiglia e nella
comunità oltre alla conoscenza e alla padronanza di metodi, modalità e
tecniche che caratterizzano l’ambito professionale dell’Educatore Cinofilo.
Il vostro Corso si prefigge di formare
Chi sbaglia paga !
Colpa (professionale?)
Per negligenza si intende la volontaria omissione di doveri e di norme di condotta
che determina un comportamento indolente, apatico e privo di sollecitudine,
attenzione e accortezza.
L’imprudenza invece, si identifica con un comportamento caratterizzato da
avventatezza, spavalderia, e omissione di cautela; rispetto alla negligenza contiene
il principio di attività positiva.
Il concetto di imperizia è più complesso; si può , comunque affermare che essa,
pur avendo in sè caratteristiche dell’una e dell’altra forma di colpa già citate,
rappresenta la colpevolezza di una carente abilità professionale; essa può
definirsi, infatti inidoneità materiale o incapacità intellettuale rispetto a
determinate attitudini generiche e specifiche necessarie per l’esercizio di una
attività . Considerando la colpa un vizio di volontà , per poter parlare di imperizia è
indispensabile la coscienza da parte del soggetto della propria inettitudine
Incidenti di percorso
Non c’è danno senza colpa !
Quando c’è colpa c’è sempre un
danno !
Eventuale risarcimento?
Polizza R C
Scarico di responsabilità
Consenso informato
(verbale o scritto ) GRAZIE PER L’’ATTENZIONE